• Sofia Raffagnato

I racconti del finanziere


Autore: Milo Ernesto Giuseppe Ammerata

Editore: Youcanprint

Genere: racconti

Lunghezza stampa: 162 pagine.


Questo libro trova la sua origine negli anni ’50-’60, quando il mercato del lavoro era totalmente diverso e la prima occupazione poteva anche essere quella definitiva. Il nonno di Ernesto(nonno e nipote hanno lo stesso nome) ha avuto una lunghissima carriera come sotto ufficiale nel mondo della finanza, un lavoro che l’ha sostentato e occupato per tutta una vita. L’artefice di questa raccolta è proprio lui, che ha messo su carta la sua storia, al confine tra immaginazione e realtà.

Ernesto sin da bambino vedeva questi racconti quando andava a trovare i suoi nonni, finchè anno dopo anno il nonno viene a mancare a causa di un ictus. L’autore definisce il rapporto con suo nonno come “molto particolare“,

perchè a causa della malattia i loro dialoghi erano tanto profondi quanto difficili.

Ernesto nipote si è occupato del lavoro di trascrizione e adattamento dei testi. La scelta dei termini è ricaduta il più possibile vicino all’originale, sebbene qualche modifica sia stata inevitabile. Questa raccolta non è solo un insieme di racconti, ma un omaggio alla memoria di un uomo la cui vita ha toccato molte altre, e che è rimasto nel cuore di molti, moltissimi.

•••• 5 capitoli e 5 racconti, che trattano i temi più disparati, spaziando tra amore, morte, vita e il giusto pizzico di soprannaturale per non annoiare mai il lettore.

In tutte le storie aleggia l’ombra dell’autore, che si inserisce e mette del suo all’interno della narrazione. Leggendoli ho avuto l’impressione di fare un salto indietro nel tempo, nel fiore degli anni in cui in Italia la differenza tra nord e sud era molto più marcata, e si alternavano ricchi centri abitati a campagne e lande coltivate.

Il racconto che ho preferito è stato “La bruna fatina di Catona”, il numero 3 della raccolta. a seguire un estratto:

L’uomo dovrebbe sposare due donne. Una savia e una pazza. Quando egli è disposto a commettere delle pazzie, dovrebbe avere al suo fianco la donna savia, mentre quando egli cerca di essere savio, dovrebbe avere al suo fianco la donna pazza. In questo modo noi, potremmo tenere l’equilibrio e l’armonia nella famiglia, nello stato e nel mondo.

Essendo i racconti molto corti preferisco soffermarmi sulle sensazioni che mi hanno lasciato, più che sulla trama stessa.

Ho respirato grazie a questa raccolta un’ atmosfera antica, di quelle che cerco spesso in film, libri o emozioni. La delineazione dei personaggi, i dialoghi e le ambientazioni mi hanno ricordato i piacevoli racconti con cui mio nonno mi allietava quando ero bambina. Parlando con l’autore è risultato che questo libro sia apprezzato maggiormente da persone di mezza età, più che dai giovani… Questa cosa mi è spiaciuta molto perché vuol dire che si sta perdendo il senso delle origini. Noi siamo il frutto della storia costruita dai nostri nonni, dei loro dialoghi e dei loro pensieri. Sebbene spesso possiamo non condividerli, l’amore per le proprie origini non dovrebbe mai venire a mancare.


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