• Sofia Raffagnato

Il lago di luce



Autore: Domenico Corna

Editore: Robin Edizioni

Lunghezza stampa: 264 pagine


Recensione


Domenico Corna inizia il suo percorso artistico sin da giovane grazie alla passione per la musica che, nel corso degli anni, riesce a fondere con le doti di scrittura diventando un cantautore a tutto tondo. Dopo aver fondato una radio bergamasca di nome "Escondida", nel 1995 inizia ufficialmente il suo percorso da scrittore.


Dopo aver letto "Nuvole al tramonto" non potevo farmi sfuggire la sua opera successiva: il lago di luce. Ho iniziato la lettura con aspettative molto alte, nate dalla conoscenza dello stile e della profondità dell'autore.


La narrazione si apre con una donna di nome Elena, pronta ad affrontare un viaggio basato sul mistero e sulla speranza che qualcosa di grande possa succedere.


Durante un viaggio turistico avvenuto tempo prima, la donna ha assistito dal finestrino dell'aereo all'apparizione di una bambina nei pressi di un lago di montagna. Rimasta incantata e rapita da quella visione, promette a se stessa di ritornare esattamente in quel luogo per dare una spiegazione a quella comparsa enigmatica che l'ha tanto colpita.


Dopo aver preso la decisione di partire per un sopralluogo a bordo del velivolo del fratello, una sensazione di fremito e curiosità inonda la mente della protagonista, che si riflette sulle pagine e sullo spirito del lettore.


Durante il volo succede l'inaspettato: Elena scorge la bambina. Incita il fratello ad avvicinarsi il più possibile, ma lui non sembra vederla. All'improvviso la donna ha una visione: è sulla spiaggia, nelle sembianze di quella bimba, può persino sentire il rombo dell'aereo che si allontana...


Come un battito di ciglia Elena torna in sé, guarda il fratello stralunata e gli spiega l'accaduto.


I giorni successivi trascorrono nella ricerca di una spiegazione logica a questo strano evento che ha del miracoloso e alla volontà di Elena di riprovare quella sensazione. Decide così di raggiungere il lago prima in macchina e poi a piedi, così da poter analizzare la situazione più da vicino. Durante il cammino si imbatte in Giovanni, un uomo che le da riparo durante un forte temporale raccontandole un'antica leggenda del luogo...


Elena riuscirà a raggiungere il lago?

Quali sono i misteri che questo luogo enigmatico porta con sé?


Mi sono ritrovata molto nella figura di Elena, che ho interpretato come una donna in cerca di una via di fuga dall'opprimente quotidianità. Domenico definisce i suoi personaggi come un grande puzzle, aspetto che ho notato e apprezzato all'interno della narrazione. Ogni persona esiste perchè ne esiste un'altra, ogni personaggio ha un ruolo perchè uno prima di lui ne ha avuto un altro. La sensazione che ho avuto leggendo i suoi due libri è qualcosa di ancestrale, come se fossero pervasi da un'aura di pace e di scoperta, di interiorità. Credo che ogni autore lasci parti della sua anima nelle parole che scrive, per me quella di Domenico è profonda, delicata e dedita alla scoperta dell'io più celato. Non si accontenta del banale materialismo comune ai racconti contemporanei, va oltre, cerca il riflesso e ci scava a fondo. Il legame che si è creato tra me ed Elena è di fratellanza: chiunque di noi potrebbe essere lei. Una persona normale, con una vita normale, che si pone delle domande a cui sembra non esserci risposta.


Penso che una delle cose più belle quando si legge un libro sia uscirne arricchiti.

I libri di Domenico mi hanno donato un velo di pace che di rado si trova tra le pagine, e questa sensazione è, a mio parere, un ottimo nutrimento per l'anima.


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