• Sofia Raffagnato

Il prezzo dell'anima


Autore: Fabio Valentino Tipa

Editore: Independently published

Genere: Thriller noir

Lunghezza stampa: 214 pagine.


Recensione


Oggi vi parlo del libro di Fabio. Tutto è iniziato da una riflessione fatta con un amico sul fatto che la vita di ogni persona sia riassunta nella pagina dell'atto di morte depositata nei registri degli archivi comunali. Da questo spunto è stato facile per l'autore lasciar correre i pensieri creando un thriller sospeso tra ironia e suspance.


Il racconto è ambientato nel palazzo municipale di una cittadina costiera non specificata. Le pagine del registro degli atti di morte si fanno protagoniste di qualcosa di misterioso che fa mettere in discussione la morte stessa e fa riflettere sulle tracce indelebili che ognuno di noi lascia grazie alla propria vita.


James Bangbone sta compilando l'atto di morte di un signore novantaduenne morto pochi giorni prima. Con la penna in mano si sofferma a riflettere sul senso dell'esistenza stessa: cosa sarebbe rimasto di quell'uomo vissuto tanto a lungo? Certo, la memoria resta nei cuori di chi gli ha voluto bene, ma tra qualche generazione non sarà altro che un ricordo seppellito sotto una lapide. Pochi possono essere ricordati per l'eternità: personaggi celebri che hanno compiuto grandi cose; magari non tutte belle, ma grandi cose. Tuttavia, l'eternità è un tempo troppo dilatato e prima o poi anche loro finiranno per sfumare nella memoria dei contemporanei.

L'unica cosa tangibile a raccontare il vissuto di una persona sarà sempre quella mezza pagina dell'atto di morte.


Alla fine del turno James consegna l'atto al sig. Understud per farlo firmare e archiviare definitivamente. Il giorno dopo arrivato sul luogo di lavoro il protagonista si rabbuia percependo l'atmosfera pesante che aleggia nell'aria. Il responsabile, il sig. Understud è stato trovato morto quella mattina. L'ultimo ad aver lasciato l'ufficio era prorio James, che asserisce di averlo visto condizioni normali la sera precedente.


Un fatto sconvolgente cela il fatto sotto un alone di mistero: l'atto di morte dello stesso Understud era presente sulla scrivania, firmato e compilato ad eccezione della sezione testimoni. Come poteva lo stesso morto aver firmato la carta del proprio decesso?


Ho trovato questa storia una calamita per la mente, sia sul piano riflessivo sia su quello narrativo. Il tono spazia dal sarcasmo a riflessioni sulla morte e il senso della vita. Solo una mente fina e colta è in grado di usare e diversificare con tanta abilità il carattere emozionale di un testo e in questo l'autore non si è smentito. I personaggi sono leggermente sfocati, non vengono messi a fuoco dettagliatamente ma sono le loro azioni e i loro pensieri che fanno sì che il lettore si affezioni alla loro figura. Mi ha ricordato in alcuni tratti lo stile di Verga, un realismo con tante dimostrazioni e poche spiegazioni. A motivazione di questo l'autore fa riflettere sul fatto che sono le nostre azioni a lasciare un segno nella vita degli altri. Se siamo in grado di dare le giuste attenzioni alle persone che ci stanno vicino avremo la certezza che alla nostra anima venga dato il suo merito.


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